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La conferenza stampa di Ranieri in vista di Roma-Juventus


Claudio Ranieri ha parlato in conferenza stampa in vista di Roma-Juventus, giornata numero 31 di Serie A.

Ecco le parole del tecnico giallorosso.


Introduzione del mister

“Come abbiamo fatto durante le vacanze di Natale, prima di Pasqua – il 17 – ci alleneremo al Tre Fontane, la Società, la Presidenza ha voluto fortemente questo saluto, questo augurio come abbiamo fatto a Natale, lo facciamo a Pasqua per i tifosi, per i bambini che sappiamo non andare a scuola, per cui è aperto ai bambini e ai tifosi”. 


Che Juventus si aspetta, alla luce del cambio di allenatore che c’è stato? E come sta la Roma, nello specifico se ha recuperato Celik e Rensch in vista della partita.

“La Juventus ha cambiato proprio filosofia di gioco, di allenatore, di tutto. Sarà una Juventus più verticale, più determinata, lo abbiamo visto già con il Genoa. Tudor ha avuto una settimana in più di lavoro, saranno maggiormente specifici nelle richieste del loro allenatore. Noi stiamo bene, Celik è recuperato, Rensch è recuperato ma non per venire in panchina, credo. Poi domani valuteremo bene. Ha fatto il primo allenamento con noi, ma non la partitella. Per cui non voglio rischiarlo. Gli altri stanno tutti bene”.

Come vede dal punto di vista mentale Hummels in questo momento? E qual è il segreto della solidità difensiva?

“Hummels stava bene anche dopo Bilbao, c’è da dire che è un campione. Era dispiaciutissimo, ma sta bene. Hummels sta bene, non ha problemi sotto questo aspetto. Quanto alla difesa, penso che il merito sia di tutta la squadra. Quando una squadra fa gol o difende bene tutti quanti lavorano una volta persa palla, sono tutti pronti per la riconquista e per difendere la propria porta. Io credo che sia proprio un lavoro collettivo, tutti i punti che abbiamo fatto sono frutto del gran lavoro di attacco e di difesa”.

Lei in gioventù come ha vissuto la rivalità tra Roma e Juventus? E da parte sua ci sarebbe un senso di rivalsa verso i bianconeri? Forse è stato l’addio più traumatico della sua carriera.

“No, per niente. Non è stata una separazione traumatica. La verità non è quella che viene detta. La verità la so io e i due uomini che stavano al comando al tempo nella Juventus. Non è quello che è uscito. Se un giorno farò un libro, dirò la mia verità. Che poi è la mia verità, ma io sono abituato a dire solo la verità. Non c’è un senso di rivalsa. Sarà una grande partita, da tifoso, da allenatore, da giocatore. Una partita bella, vibrante, due squadre che vogliono lottare per qualcosa di più. Hanno entrambe le medesime possibilità. Come vi ho detto prima di questo ciclo di partite, che qualcuno di voi diceva che era facile, e io ribadivo che non era facile nulla, ora c’è un altro ciclo di gare secondo voi difficili, penso che ci siano le stesse possibilità e probabilità. Affronteremo una partita alla volta contro grandi squadre, grandi giocatori, cercheremo di fare la nostra partita. Voglio che i nostri tifosi alla fine siano orgogliosi. Lo dico sempre, possiamo, vincere, perdere o pareggiare, ma noi dobbiamo uscire dal campo e far dire ai romanisti “oh, hanno dato tutto”, poi saremo stati più bravi o sfortunati, voglio questo e fino ad ora ci stiamo riuscendo”.

A proposito di verità, quante bugie ci ha raccontato negli ultimi 20 giorni? Se ce le ha raccontate, ovviamente. Magari in qualche caso è stato costretto.

“Ma lei sta parlando in generale o su un argomento specifico? Comunque, nessuna bugia”.

Venendo alla partita, potrebbe servire in mezzo al campo un palleggiatore in più?

“Ho bisogno di 11 giocatori che corrano e lottino su ogni pallone, poi palleggiatore in più o in meno, domenica ci sarà da correre e da lottare”.

A proposito dell’assenza di Saelemaekers, l’ha rimproverato per l’ammonizione un po’ ingenua presa durante la partita con il Lecce?

“Ce lo avevo davanti, gliel’ho detto subito. Lui era disperato e io ci ho messo il carico”.

Ha fatto delle riflessioni per il ruolo di esterno destro al posto del belga?

“Sì, ho fatto delle riflessioni… Non sto scherzando, sceglierò come al solito sabato sera o domenica mattina”.

La Roma contro le grandi squadre ha sempre faticato negli ultimi anni. Si è dato una spiegazione per questo?

“Non ho affrontato il tema. Ogni partita fa storia a se, figuriamoci da un campionato all’altro, da una storia all’altra. Dentro una partita ci sono più partite, bisogna essere pronti a leggerle, a svilupparle, a cambiarle. Sappiamo che la Juventus è una grande squadra, era partita benino perché aveva fatto molti pareggi, non riusciva a far gol, ma sta lassù. Noi siamo partiti male. Per cui, sarà una gran bella partita. Noi avremo un calendario difficile, ma anche chi affronta noi non potrà dire che avrà una gara facile, faremo di tutto per rendere difficile a tutti quanti la partita contro di noi”.

Un giocatore come Kone le dà più soddisfazioni o la fa più arrabbiare?

“Tutte e due. Perché è un grandissimo giocatore, ha molto da imparare e da migliorare. Ma avere un giocatore di 23 anni che fa quello che fa lui, è tanta roba”.

Sull’infortunio di Dybala: uno stop così lungo ha cambiato i piani che avevate per il futuro?

“No, non ha cambiato di una virgola le nostre impressioni, decisioni e volontà su Paulo. Lui è un giocatore importante per noi e ci contiamo tantissimo per il prossimo campionato”.

Pellegrini è tornato a divertirsi?

“Lorenzo è un giocatore con tantissima qualità, è sempre disponibile e conto molto su di lui”.

Visto che dopo la Juventus, ci sarà il derby. Sta facendo calcoli in vista della Lazio?

“No, calcoli non li abbiamo fatti neanche durante il campionato quando c’erano le coppe. Ho cercato sempre di far giocare chi ritenevo più in forma. È quello che dico sempre ai ragazzi, mostratemi in allenamento che grado di condizione fisica e mentale avete, magari qualcuno può star bene fisicamente, ma mentalmente avere dei condizionamenti. E la forma ideale è il giusto mix tra le due cose. Per cui, conoscendoli ormai sono 4-5 mesi che sto qui, so benissimo valutare le loro condizioni”.

Ndicka è uno dei giocatori con più minutaggio in Serie A. Cosa le piace di questo giocatore? E cosa deve migliorare?

“Mi piace perché sta sempre sul pezzo, è sempre pronto, bravo di testa, in velocità, con i piedi. Deve migliorare, ma è forte così. Io ne parlo molto nello spogliatoio, voi ne parlate poco”.